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“FRATELLI TUTTI”: l’enciclica di Bergoglio a favore di un Nuovo Ordine Mondiale?

John Cooper

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Papa Francesco sembra aver intrapreso una strada molto netta, verso un globalismo e una solidarietà generalizzata, che annulla ogni tipo diversità. Anche lui sostiene la creazione di un nuovo ordine mondiale in cui c’è posto per una sola ed unica religione? In questo video il commento del Pastore Juan Surroca.

Affondo del Papa contro i conservatori: “Chi non segue il Concilio è fuori dalla Chiesa”

Non negoziare il Concilio e avviare un percorso sinodale nella Chiesa italiana. Papa Francesco, ricevendo l’Ufficio Catechistico nazionale della Cei, è diretto e molto chiaro. Nel suo forte discorso con ampie aggiunte a braccio lancia un monito ai conservatori: occorre mettersi in linea con il Concilio altrimenti si è fuori dalla Chiesa.

Il Concilio non è negoziabile

“Il Concilio è magistero della Chiesa. O tu stai con la Chiesa e pertanto segui il Concilio, e se tu non segui il Concilio o tu l’interpreti a modo tuo, come vuoi tu, tu non stai con la Chiesa”. “Dobbiamo in questo punto essere esigenti, severi – ha aggiunto senza giri di parole -. Il Concilio non va negoziato, per avere piu’ di questi… No, il Concilio è cosi'”.

Il Pontefice ha ricordato come questi tipi di problema si ripetano sempre nella storia della Chiesa. “E questo problema che noi stiamo vivendo, della selettività rispetto al Concilio, si è ripetuto lungo la storia con altri Concili”.

“A me fa pensare tanto – ha proseguito – un gruppo di vescovi che, dopo il Vaticano I, sono andati via, un gruppo di laici, dei gruppi, per continuare la ‘vera dottrina’ che non era quella del Vaticano I: ‘Noi siamo i cattolici veri’. Oggi ordinano donne. L’atteggiamento più severo, per custodire la fede senza il magistero della Chiesa, ti porta alla rovina. Per favore – ha aggiunto -, nessuna concessione a coloro che cercano di presentare una catechesi che non sia concorde al magistero della Chiesa”.

L’affondo ai conservatori arriva anche nel giorno in cui Francesco decide di ricevere il cardinale Blase Joseph Cupich, arcivescovo di Chicago, che nelle scorse settimane aveva definito “sconsiderate” le parole del presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti José Gomez. L’arcivescovo di Los Angeles aveva criticato Joe Biden, nel giorno del suo insediamento: “Farà avanzare i mali morali” come l’aborto, la contraccezione e i matrimoni tra persone dello stesso sesso, aveva scritto Gomez.

La Chiesa italiana avvii processo sinodale

E Bergoglio ha esortato anche la Chiesa italiana ad avviare un processo sinodale. Cammino che la stessa Chiesa fa resistenza a intraprendere per timore di spaccature al suo interno. Lo ha fatto ricordando il Convegno di Firenze del 2015. “Dopo cinque anni, la Chiesa italiana deve tornare al Convengo di Firenze – ha affermato il Papa -, e deve incominciare un processo di Sinodo nazionale, comunità per comunità, diocesi per diocesi: anche questo processo sarà una catechesi. Nel Convegno di Firenze c’è proprio l’intuizione della strada da fare in questo Sinodo. Adesso, riprenderlo: è il momento. E incominciare a camminare“.

Nel suo discorso all’Ufficio Catechistico, Bergoglio ha voluto condividere alcune indicazioni che possono essere un aiuto nel lavoro dei prossimi anni. Tra queste, le “disposizioni che ogni catechista deve avere“, ossia “vicinanza, apertura al dialogo, pazienza, accoglienza cordiale che non condanna”. Poi ha sottolineato come la fede, per essere “trasmessa bene” debba essere in “dialetto”, “e non mi riferisco – ha spiegato – a quello linguistico, di cui l’Italia è tanto ricca, no, al dialetto della vicinanza, al dialetto che possa capire, al dialetto dell’intimità”, “cioè quella lingua che viene dal cuore, che è nata, che è proprio la più familiare, la più vicina a tutti. Se non c’è il dialetto, la fede non è trasmessa totalmente e bene”.

La catechesi inoltre deve rinnovarsi per incidere su tutti gli ambiti della pastorale. “La catechesi è così un’avventura straordinaria: come ‘avanguardia della Chiesa’ ha il compito di leggere i segni dei tempi e di accogliere le sfide presenti e future. Non dobbiamo aver paura – ha raccomandato il Pontefice – di parlare il linguaggio delle donne e degli uomini di oggi. Sì, di parlare il linguaggio fuori della Chiesa: di questo, dobbiamo avere paura. Non dobbiamo avere paura di parlare il linguaggio della gente. Non dobbiamo aver paura di ascoltarne le domande, qualsiasi siano, le questioni irrisolte, ascoltare le fragilità, e le incertezze: di questo, non abbiamo paura. Non dobbiamo aver paura di elaborare strumenti nuovi”.

E nel Chirografo consegnato in Udienza e indirizzato a tutti i catechisti, ha invitato a “non perdere entusiasmo”. “Come gli artigiani, anche voi – si legge – siete chiamati a plasmare l’annuncio con creatività. Non cedete allo scoraggiamento e allo sconforto. Puntate sempre in alto, sostenuti dalla misericordia del Padre. Il Papa v’incoraggia e vi sostiene”. 

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