Detoxed.info

Informazione libera, senza censura

Pubblicato il 5 Settembre 2020

La sospensione delle attività degli osservatori astronomici è legata solo al Covid19 o potrebbe aver influito anche Starlink?

Condividi

Mentre la NASA è impegnata nella simulazione, nello studio e valutazione dell’impatto di asteroidi sulla Terra, i principali telescopi del mondo si trovano impossibilitati ad operare normalmente.

Un esercizio del 2016 aveva immaginato uno scenario catastrofico fittizio anche per l’imminente 20 settembre 2020 ( Fonte ).

Il National Astronomy and Ionosphere Center, noto come Osservatorio di Arecibo, il 31 luglio 2020 stava osservando 2020 NK1 , un asteroide con valore di rischio diverso da zero sulla “scala Torino”, poi modificato.

Il giorno 10 agosto, alle 2:45 di un mattino sereno, un cavo d’acciaio di 8 cm di diametro si è spezzato rovinosamente creando ingentissimi danni, costringendo la struttura alla sospensione delle attività. Vista l’eccezionalità dell’accaduto, sono tutt’ora in corso indagini che non escludono il sabotaggio. Altre ipotesi sono legate alla tempesta tropicale dei giorni precedenti oppure alla manutenzione.

L’incidente si inserisce in un quadro già straordinario nell’era della moderna astronomia, con un centinaio di Osservatori astronomici ufficialmente chiusi per mesi a causa dell’emergenza covid19, fra questi i più importanti al mondo.

Fermo, presumibilmente fino alla primavera 2021 per la sua particolare conformazione, anche l’Event Horizon Telescope (EHT) che aveva regalato al mondo l’immagine storica di un buco nero.

Prima di questi stop forzati, la comunità astronomica internazionale aveva cercato di affrontare la spinosa questione dell’incompatibilità tra il lavoro di ricerca e l’inquinamento, non soltanto luminoso, creato dai satelliti artificiali.

In particolare era stato sollevato il problema del progetto Starlink di SpaceX.

L’Unione Astronomica Internazionale (IAU) è preoccupata per queste costellazioni satellitari. L’organizzazione, in generale, abbraccia il principio di un cielo scuro e radio-silenzioso non solo come essenziale per far progredire la nostra comprensione dell’Universo di cui facciamo parte, ma anche come risorsa per tutta l’umanità e per la protezione della fauna selvatica notturna . Non comprendiamo ancora l’impatto di migliaia di questi satelliti visibili sparsi nel cielo notturno e, nonostante le loro buone intenzioni, queste costellazioni satellitari potrebbero minacciare entrambi.” ( Fonte )

Da un lato enti come la NASA studiano e si preparano a possibili eventi astronomici con conseguenze disastrose per il pianeta, dall’altro paradossalmente il monitoraggio indipendente subisce interruzioni e le voci degli astronomi vengono messe in secondo piano rispetto al progetto di Elon Musk.

Alla sua costellazione, con l’obiettivo finale di 42 mila satelliti, potrebbero aggiungersi i 3236 satelliti del Project Kuiper di Amazon ed i 74 della rete OneWeb.

In attività, nonostante la pandemia, restano ad esempio i telescopi Pan-STARRS delle Hawaii finanziati dalla NASA.

Sorge la domanda, qual è la vera ragione per cui i principali Osservatori astronomici del mondo non possono lavorare a pieno regime?

Sarà solo colpa del covid-19 oppure il covid-19, anche in questo caso, “offre” a qualcuno una “finestra di opportunità“?

Per il rischio del coronavirus possiamo davvero permetterci di trascurare la vigilanza astronomica e l’acquisizione di dati preziosi per tutelare l’intero pianeta da un eventuale impatto?

5 1 vota
Gradimento Articolo
Condividi
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti
0
Commenta nell'apposita sezione!x
()
x