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Vaccini

L’incredibile storia del Dr. Joseph MOSHE e del complotto dei vaccini usati come arma biologica (Pandemia H1N1 -2009)

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Il microbiologo e scienziato Joseph Moshe, nel 2009, fa un’inquietante dichiarazione cui non segue alcuna smentita ufficiale ma un’operazione dell’FBI degna dei migliori film di spionaggio.

L’11 agosto 2009, Joseph Moshe chiama lo show radio del dr. A. True Ott, in onda su Republic Broadcasting, sostenendo di essere un microbiologo e di avere le prove che i vaccini contro l’influenza suina H1N1, prodotti dalla Baxter BioPharma Solution, sono contaminati e saranno usati in Ucraina.

Afferma che un laboratorio ucraino della Baxter di fatto sta producendo un’arma biologica ingegnerizzata travestita da vaccino.

Sostiene inoltre che il vaccino contiene un pericoloso adiuvante, progettato per indebolire il sistema immunitario, indurre artificialmente la sindrome dell’AIDS e replicare l’RNA del virus responsabile della pandemia dell’influenza spagnola del 1918. Un’arma insomma capace di causare malattie globali e morte di massa (già nel 2005, gli esperti del Centro statunitense per il controllo e la prevenzione delle malattie, controllato dai Rockefeller, avevano pubblicato un breve articolo su Reuters spiegando come era stato possibile ricostruire il virus da frammenti del tessuto polmonare di persone morte per “influenza spagnola” nel 1918, materiale prelevato durante l’esumazione di corpi meglio conservati nel 1998, in condizioni di permafrost in Alaska).

Se questo non fosse già abbastanza grave, Moshe dichiara pure che la Medimmune (consociata interamente controllata di AstraZeneca prima del 14 febbraio 2019, quando è stato annunciato che il nome e il marchio sarebbero stati interrotti a favore di AstraZeneca), titolare del vaccino Flu Mist, uno spray nasale destinato ai bambini in età scolare negli USA, ha brevettato già nel 2008, mesi prima del rilevamento dei primi casi di influenza H1N1, un virus ricombinato dell’influenza suina e il relativo vaccino spray contenente il virus vivo.

Anche Baxter International, con incredibile chiaroveggenza, si scoprirà a posteriori, aveva depositato domanda di brevetto (US 2009/0060950) per il vaccino H1N1 il 28 agosto 2008, sette mesi prima che si conoscesse il nuovo sottotipo influenzale.


Quelle che seguono sono alcune delle affermazioni di Moshe.

Dr. Moshe: (…) è da mesi che stiamo discutendo l’evidenza che questo è difatti una struttura di “virus rigenerato, creato in laboratorio”. Ora abbiamo parlato del brevetto della Novartis, emesso nel febbraio del 2009, e il paragrafo 32 di quel brevetto dice che questo vaccino che sta creando la Novartis “potrebbe” essere utilizzato per combattere un virus rigenerato.
Dr. Ott: …è proprio nella fraseologia del brevetto, vero?
Dr. Moshe: proprio nella fraseologia del brevetto (…) Ci hanno chiamato delle persone che mi hanno chiesto del prodotto “Flu Mist” della Medimmune, il vaccino principale che sarà fornito a tutti i bambini in età scolare…ci hanno chiesto cosa ne sapevamo a proposito, quale fosse la struttura del virus vivo e se potevamo trovare qualcosa in merito. Ed ho pensato, aspetta un attimo, se la Novartis ha brevettato il suo vaccino intramuscolare di sicuro la Medimmune avrà fatto lo stesso, quindi con questa intuizione sono entrato ed ho cercato nel database dell’Ufficio Brevetti Usa cercando qualcosa della Medimmune e…devo dirti cos’ho scoperto, ti scioccherà (…) Il titolo (del brevetto) era fondamentalmente su come strutturare le proteine H ed N del virus. Beh, scavando in questo brevetto di 148 pagine, che fu concesso nel 2008…indovina…riguarda questo virus di cui stiamo ora parlando.
Dr. Ott: 2008…
Dr. Moshe: Si, hanno effettivamente brevettato questo virus!
Dr.:Ott: Lo sapevano…

Dr. Moshe: Dico questo perché sono elencate tutte le strutture genetiche che sono state praticamente forzate su questo (virus). (…) E l’ho passato a tre microbiologi per assicurarmi della cosa, per assicurarmi che non stessi leggendo qualcos’altro sulla questione…e non mi hanno risposto via email, mi hanno chiamato al telefono…hanno detto “non ci si può credere, hai assolutamente ragione, hanno brevettato questo virus ricombinato dell’influenza suina/umana/aviaria. Ed ecco come l’hanno fatto, si può confrontare il brevetto con i 6 anni di documentazione pubblicata da Taubenberger, Terrene Tumpey ed altri del gruppo…e se ne avrà conferma. (…) Beh, è semplicemente sbaloriditivo, perché lo spray della Medimmune, ciò che per loro lo rende unico, è la struttura del virus che contiene, perché si sta parlando di una struttura di virus vivo in questo spray! (…) Questo spray della Medimmune sarà fornito principalmente agli asili, ai bambini delle medie fino all’8a classe…nelle scuole, tramite il programma HHS di Katheleen Sibelius, questo è uno spray indolore e lo spruzzeranno ovunque, lo utilizzeranno in sequenza, ma questi bambini spargeranno questi virus vivi ovunque andranno nell’arco di 3-21 giorni…

Il pdf del brevetto della Medimmune è consultabile tramite download gratuito da Scribd (http://www.scribd.com/doc/19660910/Medimmune-H1N1-Swine-Flu-Virus-PATENT-2008).

Moshe poi procede ad informare la Casa Bianca, o almeno tenta. Fatto sta che il giorno 13 agosto accortosi che la sua abitazione è sorvegliata, sale in macchina con pochi effetti personali e cerca, essendo di doppia cittadinanza, di rifugiarsi presso il consolato israeliano, ma una task-force dell’FBI lo blocca prima con l’accusa di avere minacciato la Casa Bianca.

Operazione quantomeno singolare, un braccio di ferro durato 8 ore, con un dispiegamento di forze veramente notevole messo in campo dai federali, aiutati sembra da una squadra SWAT, per fermare il microbiologo che resiste rimanendo nella sua auto agli assalti portati avanti con litri di spray al peperoncino e gas lacrimogeni. Caso ancora più strano, sul luogo del blocco i federali fanno intervenire un grosso veicolo nero che monta sul tetto qualcosa come un’antenna a microonde, probabilmente per neutralizzare un cellulare o altri apparecchi di trasmissione con cui Moshe avrebbe potuto contattare i media, un avvocato o chiunque potesse soccorrerlo.

Le fonti in realtà dicono che Joseph Moshe non ha minacciato il presidente o la Casa Bianca. Non ha menzionato nessuna bomba o attacco.

Si è ventilato che l’inattaccabilità ai lacrimogeni fosse dovuta ad un’immunità a questo tipo di armi, derivata dall’addestramento degli agenti israeliani del Moussad.

Moshe, dopo la cattura viene detenuto poi espulso o mandato in Israele, anche se da allora non si hanno notizie certe di lui. Secondo alcuni sarebbe stato inizialmente portato al Patton State Mental Hospital, un ospedale psichiatrico, per avvalorare l’ipotesi che fosse pazzo, ma che da lì sarebbe uscito per essere rispedito in Israele.


A rendere ancora più inquietanti le dichiarazioni di Moshe, il fatto indiscusso che Baxter avesse già un increscioso precedente.

Nel dicembre 2008 la filiale austriaca della statunitense Baxter invia alla società Avir Green Hills Biotechnology, in Austria, uno stock del virus dell’influenza umana H3N2, alterato in modo che non possa replicarsi.

A febbraio 2009, Bloomberg riferisce che un laboratorio che lavora per la Avir, sito nella Repubblica Ceca, decide di testare su una dozzina di cavie (nel caso furetti) i campioni del vaccino elaborato dalla Baxter.

E le cavie muoiono tutte.

Il laboratorio scopre che il vaccino avuto dalla Baxter contiene il virus H5N1 dell’influenza aviaria vivo.

Il laboratorio avvisa la Baxter di questo gravissimo fatto e la Baxter risponde che i due virus (H3N2 e H5N1) devono essere stati mescolati “per errore”. Baxter International ha fatto sapere che la contaminazione è stata il risultato di un errore verificatosi nel laboratorio di Orth-Donau, in Austria. Christopher Bona, il direttore della comunicazione globale bioscientifica, afferma che il virus liquido non è un vaccino e che è stato sviluppato solo per motivi di sperimentazione.

D’altra parte questo tipo di operazioni è soggetto a standard di sicurezza BS3, bio-safety level 3, e una contaminazione casuale del genere è impossibile: l’unico modo per infettare un vaccino contro l’influenza umana con virus H5N1 vivo è con un’azione deliberata. Se il vaccino fosse stato diffuso, avrebbe potuto causare una strage: il virus H3N2 avrebbe potuto fungere da vettore per il virus dell’aviaria, e le persone infettate sarebbero diventate “incubatrici” per un virus ibrido.

La Baxter ha inviato 72 chilogrammi di questo vaccino a 18 paesi europei e non risultano notizie certe se effettivamente questo stock sia stato ritirato ed eliminato.

Baxter International Inc. ha quindi mischiato virus dell’influenza aviaria vivi e geneticamente modificati e difficilmente poteva non esserne a conoscenza.

In Polonia, nel 2008, a 350 polacchi senza-tetto viene inoculato un vaccino sperimentale (dietro compenso di 3-4 euro) e 21 di loro muoiono. Vengono arrestati medici e infermieri e secondo le poche notizie filtrate, si tratta un vaccino convenzionale guarda caso contaminato da «un medicamento contro l’influenza aviaria».

La polizia austriaca avvia indagini sulla Baxter, anche grazie alle segnalazioni della giornalista austriaca Jane Burgermeister, ed inizia un tentativo di portare in giudizio la Baxter per questa vicenda con l’accusa di tentato genocidio, ma incredibilmente tutto scivola nel silenzio.

Jane Burgermeister

La Burgmeister denuncia la Baxter per quell’«errore umano» (Baxter non ha mandato ai vari laboratori dell’est Europa qualche fiala sbagliata, si parla di 72 chili di un liquido composto da virus geneticamente modificati e vivi della H5N1, virus dell’aviaria, spediti come vaccino) suggerendo che una pandemia avrebbe indotto l’Organizzazione Mondiale della Sanità a portare l’allarme a «livello 6» che imporrebbe la vaccinazione obbligatoria di massa, con vaccini testati e non testati. Circostanza che avrebbe creato i presupposti di profitti miliardari per le aziende farmaceutiche.


Ebbene, il 30 ottobre 2009, così come predetto da Joseph Moshe, l’ Ucraina diventa improvvisamente il fulcro di un’epidemia di influenza suina, in alcuni casi una versione della malattia atipica che ha fatto parlare anche di «pneumonic plague», peste polmonare.


  • Il precedente costituito dall’”errore” della Baxter
  • la chiaroveggenza sui brevetti di MedImmune e di Baxter
  • l’esplosione dell’epidemia di influenza suina proprio in Ucraina come predetto da Moshe
  • le circostanze quantomeno bizzarre della sua cattura, uniti insieme sono elementi che offrono una chiave di lettura inquietante della questione dei vaccini utilizzabili come potenziali armi biologiche.

Fonte 1

Fonte 2

Fonte 3

Fonte 4

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