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Vaccini

Prof. Sucharit BHAKDI sui decessi post vaccinazione COVID 19

John Cooper

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Questo video parte dalla recente notizia che In Baviera (Germania meridionale) alcune persone che vivevano in strutture residenziali per anziani sono morte dopo avere ricevuto il vaccino, ma sono state tutte sottoposte al test per il Sars Cov2 (l’agente virale responsabile del COVID-19) e sono risultate tutte positive. L’immunologo Sucharit BHAKDI, che ha pubblicato pochi mesi fa un video sulla “crisi del coronavirus” spiega in questo video come una iper-attivazione dei linfociti, conseguente al vaccino, possa essere alla base di tutto questo, e come un test PCR condotto con una serie di almeno28-30 amplificazioni (quel numero che nel referto si trova subito dopo la sigla CT) può significare in questo caso che la causa della morte non sia dovuta a un’infezione da covid, ma ad una reazione esagerata del sistema immunitario che porta i linfociti ad aggredire i polmoni

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 Qui di seguito un riassunto delle parole del dottor Bhakdi.

C’è stato sin dall’inizio un fraintendimento che ha portato a questa esagerata paura. Parliamo di nuovo coronavirus, ma quando nasce un bambino egli è “un nuovo essere vivente” ma è pur sempre un essere umano, non qualcosa di nuovo; similmente un nuovo coronavirus è pur sempre un membro della famiglia dei coronavirus

Quando un virus entra nella cellula la infetta (facciamo finta che la mia testa sia la cellula) e la utilizza per riprodursi, si generano anche dei prodotti di scarto che fuoriescono dalla cellula (facciamo finta che tali prodotti di scarto siano i miei occhiali). Il nostro sistema immunitario non consiste solo di anticorpi, che potrebbero cercare di prevenire l’ingresso di un virus nelle cellule legandosi ad esso. La prima difesa contro i virus sono i linfociti.

Noi entriamo in contatto con i virus in continuazione, e infatti un bambino di un anno quando va all’asilo si ammala sempre perché contrae un coronavirus dietro l’altro, e non si possono prevenire queste prime infezioni (nel senso che ancora il neonato non ha sviluppato anticorpi specifici). E quindi quando arriva un virus che ci infetta, entra nelle cellule, si riproduce e si generano prodotti di scarto, ed ecco che i vostri linfociti T entrano in gioco e notano questi prodotti di scarto , e quindi si attivano , e si allenano anche.  Ma quello che fanno alcuni linfociti, per l’esattezza un sottogruppo dei cosiddetti linfociti killer, è attaccare la cellula all’interno della quale il virus si sta riproducendo il virus e cercare di ucciderla.

E poi il bambino guarisce, ma quando arriva un altro virus si verificano reazioni incrociate perché i linfociti reagiscono ai vari prodotti di scarto, che sono molto simili, e si attivano. E quindi quando si è adulti si hanno un intero spettro di linfociti killer che riconoscono praticamente tutti i coronavirus, ed ecco perché con l’età si contraggono sempre meno influenze, sempre meno infezioni da coronavirus, magari si ha un po’ di tosse, ma non la polmonite,

Quello che tutti abbiamo temuto che succedesse con questi vaccini è quanto segue: quando vaccinate qualcuno con questo mRNA (RNA messaggero), state infilando un ago nel suo muscolo e iniettando miliardi di piccoli pacchettini con frammenti dei geni del virus. La prima cosa che succede è che questi pacchettini finiscono nel flusso sanguigno e vengono distribuiti un poco ovunque nel vostro corpo, e le cellule prendono questi pacchetti; quali cellule, di quali tessuti, non lo sappiamo, nessuno lo sa, perché nessuno si è preso la briga di indagare. Questa è una delle cose criminali che stanno accadendo adesso: gli esperimenti sono stati realizzati sugli esseri umani senza che ci siano stati prima esperimenti su cavie animali. Perché ovviamente noi dovremmo andare a vedere dove stanno andando questi pacchetti          

Quello che noi sappiamo che sta succedendo, perché non può essere altrimenti, perché sappiamo che questi pacchetti si diffondono in tutto il corpo.

Immaginiamo adesso che una cellula, qualche che sia, stia adesso esprimendo e producendo questa proteina virale; ed ecco che arrivano tutti questi linfociti killer che vedono dei prodotti di scarto e divengono eccitati, in tutto il corpo ed è come se dicessero. “ehi gente, dobbiamo metterci al lavoro” ed è per loro come andare sul ring e riprendere ad allenarsi, e andranno ad attaccare le cellule che esprimono queste proteine ed è per questo che questa povera gente cui sono stati somministrati questi vaccini sta soffrendo di gravi effetti collaterali. Sapete che dopo la seconda dose di questi vaccini biontech oltre il 50 per cento della gente non riesce ad andare al lavoro: febbre, dolore in tutto il corpo, mal di testa. Queste reazioni potrebbero uccidere i più anziani, le persone con patologie pre-esistenti, le persone più fragili e pensiamo, anche se non possiamo esserne sicuri, che questo è il motivo per il quale stiamo assistendo a così tante morti, subito dopo o a distanza di pochi giorni dalla vaccinazione.

Ora immaginate che tutta questa povera gente negli ospizi contragga un normalissimo coronavirus che finisce nei loro polmoni e si replica, ma adesso non ci sono solo pochi soldati che arrivano (ovvero pochi linfociti killer che si avviano tranquillamente al proprio lavoro) ma c’è un intero esercito di linfociti killer, rabbiosi , che quando vedono questi normali vecchi coronavirus è come se dicessero “gente, è ora di muoversi” e finiscono per attaccare le cellule dei polmoni di questi poveri anziani , e questi polmoni vengono distrutti in una maniera così veloce che non ve lo potreste immaginare.

Questo è il meccanismo che viene denominato “potenziamento della malattia mediato immunologicamente”, ovvero un aggravamento della malattia. Potrebbe essere stata questa la causa per tutte le morti recenti in Baviera o a New York. Che sono state poi etichettate come morti dovute all’infezione da covid. Noi pensiamo che potrebbe benissimo essere stato così ed abbiamo la possibilità di scoprirlo, perché tutto quello che dovete fare è fare richiesta delle cartelle cliniche di queste persone decedute e chiedere di visionare i risultati del test PCR e chiedere del numero di CT (Cycle Threshold, ovvero soglia del numero di cicli) perché, come ormai sappiamo, quando questo indice è oltre i 28-30 cicli l’infezione non è attribuibile a un nuovo coronavirus, ma ad un altro virus della stessa famiglia. E se dovessimo riscontrare proprio questo avremmo la prova che vaccinare queste persone le mette a rischio di un “potenziamento della malattia mediato immunologicamente”, un fenomeno già visto riguardo ad altri virus, anche coronavirus, per azione degli anticorpi, ma che in questo caso probabilmente è dovuto ai linfociti killer , un nuovo tipo di potenziamento; o meglio, non del tutto nuovo, perché questo tipo di potenziamento della malattia dovuto ai linfociti è stato già riscontrato con la malattia indotta dal virus della dengue.

Riassunto e traduzione di Corrado Penna

Chi è Sucharit Bhakdi?

Sucharit Bhakdi è nato a Washington D.C. nel 1946. Dopo aver studiato medicina a Bonn e aver ottenuto il suo dottorato nel 1971, ha trascorso quattro anni e mezzo come borsista al Max Planck Institute for Immunobiology di Friburgo. Bhakdi ha ricevuto la sua qualifica post-dottorato nel 1979, dopo di che è diventato professore di microbiologia medica all’Università di Giessen e, dal 1990, professore e capo dell’Istituto di microbiologia medica e igiene all’Università Johannes Gutenberg di Mainz. Lo scienziato di nazionalità thailandese ha fondato il Thai Network for Biomedical Research nel 1997 per promuovere la ricerca biomedica in Thailandia.

Il lavoro scientifico dello scienziato medico è iniziato a Friburgo con la ricerca sul meccanismo della citolisi del complemento – un meccanismo del sistema immunitario in cui le proteine proprie del corpo possono distruggere cellule estranee o agenti patogeni.

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